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Il viaggio è iniziato il 27 dicembre con un volo Roma-Basilea, caratterizzato dallo splendido panorama sui Monti Vosgi. Dalla città svizzera si è raggiunta in treno la cittadina di Colmar, perla dell’Alsazia, di notte risaltata da uno straordinario effetto di luci e colori grazie alle sue tipiche case medievali. Qui si può visitare l’importante Museo d’Unterlinden che ospita una rassegna di pitture dal periodo rinascimentale tra cui il celebre Polittico d’Issenheim composta attorno agli anni 1500-1514 da Matthias Grunewald. Tra gli altri dipinti ‘La Melancolie’ (1532) di Lucas Cranach e ‘La Crucifixion’ (1515-20) di Hans Stocker, il ‘Retable d’Orlier’ di Schongauer, il ‘Retable de Bergeim’ (1445) di Jost Haller. Il percorso espositivo continua al primo piano con la storia di Colmar e oggetti regionali, e il salone settecentesco detto delle damigelle inglesi coronato dal magnifico soffitto dipinto in trompe d’oil. Al sottopiano sono conservate le collezioni di reperti dalla preistoria all’epoca gallo romana, tra cui le sculture del Tempio di Mitra di Bresheim. Interessanti gli oggetti di uso quotidiano risalenti alla prima dinastia franca con fibule, orecchini, perle, altri ornamenti, elementi di cintura, spade, punte di lancia provenienti dalla Rue Aristide Briand di Colmar, da Wettolsheim, Wintzenheim, Saint Blaise, Neuf Brisach, Grussenheim, Muntzenhaim, Heidwiller, dalla Foresta della Hardt di Rouffach, da Niederhergheim, da Illforth, Herrlisheim, dove nel secolo scorso è stata scoperta una grande necropoli mentre altre tracce di questa civiltà sono state trovate nel cimitero che oggi corrisponde a Place Haslinger. Il percorso espositivo continua con opere di artisti moderni. Tra questi Robert Delaunay, Pierre Bonnard, Claude Monet e Picasso. L’altro museo da visitare è il Museo di Storia naturale e di Etnografia che illustra la vicenda geologica, etnologica e mineralogica della regione. Vi è inoltre una sezione di egittologia. Per i più piccoli c’è il Museo del Giocattolo e dei Trenini.
All’inizio di luglio si svolge ogni anno il festival internazionale di musica classica dedicato in onore di un grande musicista.
Colmar è inoltre la città natale di Auguste Bartholdi. Nel centro storico è possibile visitare il museo e incontrare le sculture che adornano giardini e fontane. Numerose le case caratteristiche, dalla Maison des Arcades, alla Maison Schongauer, appartenuta alla famiglia del pittore, la Maison Adolphe, la più antica, la Maison des Tétes, la Maison Kern, la Maison des Chevaliers de Saint Jean, all’Ancienne Douanne, l’Antica Dogana del 1480, da dove si può raggiungere il borgo della ‘Petite Venise’, così chiamata per un piccolo canale che costeggia le abitazioni. Chiese della città la cattedrale di Saint Martin e la Chiesa dei Domenicani, la quale ospita la ‘Maria nel Roseto’, (1473), capolavoro di Schongauer.
Da Colmar si è raggiunto in pullman la cittadina di Remiremont, importante luogo sacro della Lorena, fondata da antiche popolazioni franche. Il nome del paese deriva dal latino ‘Romarici mons’, ovvero ‘le mont de Romaric’, un nobile della corte franca a Metz, che in seguito abbandonò per condurre vita monastica sotto l’influenza di Saint Amé, monaco che predicava la disciplina di Saint Colomban. Nel 620 egli farà costruire sul monte, presso la confluenza della Mosella e della Moselotte, due monasteri, uno per le donne e uno per gli uomini, dove Romaric visse fino alla morte giunta nel 653. Poco a poco il monastero d’origine divenne una comunità abbaziale riservata alle giovani figlie dell’alta nobiltà. Più di cinquanta donne vivranno qui poiché possedevano il titolo di principesse del Santo Impero. Nel XV° secolo i duchi di Lorena si stabilirono in paese assumendo il titolo di Conti di Remiremont. Nel 818 il monastero femminile lascerà il Saint Mont e si trasferisce nel villaggio. La chiesa attuale di Remiremont risale al XIII° con rifacimenti del XVIII° secolo, costruita però su uno dei luoghi di culto più antichi della Lorena. Datazioni al carbonio hanno difatti confermato che esisteva una cappella preesistente all’insediamento dei monaci. (818) La chiesa attuale fu costruita sulle due precedenti. Della prima, risalente al IX° secolo, sono state ritrovate poche testimonianze.
La successiva consacrata nel 1049 era di tipo basilicale, a cui appartiene la cripta sotterranea, preceduta dalla Chapelle de St.Antoine dove è possibile osservare degli affreschi medievali risalenti al XV° secolo e dei sarcofagi di pietra provenienti dalla Chapelle de l’Abbaye del Saint Mont. Nel 1300 venne realizzata la chiesa attuale, rinnovata negli interni nel corso del XVII° e XVIII° secolo.
All’interno della chiesa di Saint Pierre è custodita la Notre Dame du Tresor. Secondo la tradizione si tratterebbe di un regalo di Carlo Magno e conteneva delle reliquie particolarmente sacre le quali vennero rubate alla fine del 1700. Alla sua protezione si fa riferire la salvezza della città da invasioni (1638 e 1871), da terremoti (1682) e incendi (1886). Al 26 maggio 1907 risalirebbe invece un evento eccezionale.
Da Colmar in venti minuti di treno si può raggiungere Sélestat, grazioso borgo medievale, importante per ospitare la Biblioteca della Scuola Umanistica fondata nel 1452. La Scuola nacque nel 1441 quando Luigi Dringenberg, scelto dal sindaco e dal parroco, vi introdusse i metodi dell’umanesimo renano. A lui succedette Crato Hoffmann (1477-1501), Girolamo Gebwiler (1501-1509) e Giovanni Sapidus. (1510-1525) Nel 1515 la scuola contava circa mille allievi. La prima donazione della libreria risale al 1452, quando Giovanni da Westhus donerà la sua collezione di manoscritti. Alla sua morte Dringeberg lascerà tutti i suoi libri mentre Giacomo Wimpfeling regalava incunaboli ad ogni sua visita a Sélestat. Nel 1547 pochi giorni prima della scomparsa, Beatus Rhenanus, amico intimo di Erasmo da Rotterdam, lascerà la sua ricca libreria. L’esposizione della scelta dei manoscritti più belli è organizzata in cinque vetrine.
Tra queste la ‘Cosmographiae Introductio’ di Matthias Ringmann (1482-1511) stampata a Saint Dié il 25 aprile 1507 da Lud, che rappresenta la prima fonte scritta della scoperta delle Americhe. Tra le altre opere la Bibbia del secolo XIII°, i Capitolari di Carlo Magno, gli Annali di Fulda e i due testi più antichi, redatti dai primi popoli franchi. Sélestat è inoltre famosa poiché è qui che nacque la tradizione dell’albero di Natale, probabilmente ispirata dal soggiorno che trascorse qui nel 775 Carlo Magno mentre proveniva da Thionville e diretto in Italia per una campagna militare. I primi insediamenti nella zona risalgono all’era neolitica mentre si hanno testimonianze di tribù celtiche verso il 600 avanti Cristo. Nel 406 le legioni romane abbandonarono l’Alsazia. L’anno seguente gli Alemanni attraversavano il Reno. Sulle rovine dell’agglomerazione celto romana costruirono un villaggio che chiamarono Sladistat. Nel XIII° secolo, sotto Federico II° è circondata da fortificazioni e diventa città imperiale. Chiesa principale è Saint Georges, che sorge sul santuario nel quale Carlo Magno celebrò in Natale del 775. Belle le vetrate, alcune originali del XIII° secolo, con l’Annunciazione e la Presentazione al Tempio mentre al XIV° risale la creazione del suggestivo rosone. Nei dintorni di Sélestat, con la macchina, si può arrivare al Castello di Ramstein e di Ortenbourg, al Castello di Frankenbourg, al Castello dell’Haut Koenisbourg e alla Voliera delle Aquile, ospitata all’interno del Castello di Kintzheim, dove avvengono le dimostrazioni di volo in picchiata di aquile, condor e falchi. Sempre da Colmar si è raggiunta Strasburgo, capitale delle istituzioni europee e sede della spettacolare cattedrale di Notre Dame, architettura iniziata in stile romanico, proseguita in stile gotica, culminata dalla cuspide aggiunta nel 1439 da Jean Hultz la cui cima si trova a 142 metri dal suolo. Il portale centrale è sormontato da un rosone del diametro di quindici metri ed è riccamente decorato. La lunetta è composta da quattro registri di cui i primi tre di epoca duecentesca nei quali sono raffigurate scene dell’antico testamento. Il portale di destra ripercorre la parabola delle Vergini mentre il portale di sinistra, del XIV°, raffigurano le Virtù che atterrano i Vizi. All’interno risaltano le vetrate dei secoli XII°, XIII° e XIV°. Nella navata centrale spicca il pulpito, esempio di Gotico fiammeggiante disegnato da Hans Hammer e ornato da cinquanta piccole statue, e l’organo, in legno scolpito policromo. Alla fine del transetto destro s’incontra il Pilastro degli Angeli o del Giudizio Universale e l’orologio astronomico, opera realizzata da orologiai svizzeri tra il 1550 e il 1574. Al di sotto del quadrante i sette giorni della settimana sono rappresentanti da carri guidati da divinità: Diana per il lunedì, poi Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno e Apollo. La cattedrale possiede quattordici magnifici arazzi del XVII° secolo che vengono appesi lungo la navata centrale in occasione dell’Avvento e nel periodo di Natale. Poco distante è situato il Palazzo Rohan, il quale ospita tre spazi museali. Il Museo delle Belle Arti presenta un’interessante collezione di quadri a partire dal Medioevo fino al XVIII° secolo. Tra gli autori italiani Filippino Lippi, Botticelli, Cima da Conegliano, Correggio. E’ inoltre presente una sezione della scuola spagnola e fiamminga. Nel Museo delle Arti Decorative l’itinerario comprende i grandi appartamenti reali e le collezioni di artigianato e ceramiche. Al piano interrato si trova il Museo Archeologico, che ripercorre la fase preistorica, l’epoca gallo romana, con i reperti del Tempio di Donon e di altri siti, l’epoca dei primi popoli franchi, di cui l’area di Strasburgo era importante centro di insediamenti, con oggetti di uso quotidiano, ceramiche e vetri, armature.
Da visitare inoltre il Museo Alsaziano, che ripercorre le tradizioni popolari dell’Alsazia, il Museo dell’Opera di Notre Dame, con sculture romaniche e dipinti della scuola alsaziana, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea, con dipinti di Renoir, Sisley, Monet, Signac, Gauguin, Kandinskij, Braque e molti altri. Con la macchina si può raggiungere a Geispolsheim il Museo del Cioccolato che illustra tutte le fasi della produzione. Dal Palazzo Rohan, costeggiando l’Ill, sul quale si possono effettuare piccole crociere nella città, si raggiungono i Palazzi del Consiglio Europeo, del Parlamento Europeo, dei Diritti Umani.
Da Colmar si è quindi raggiunta in treno la città lorena di Metz. Antica città celtica del popolo dei Mediomatrici, da cui la contrazione Mettis e poi Metz, in seguito colonia romana e poi capitale del regno franco nel V° secolo, alla fine del 200 d.C si convertì al Cristianesimo in seguito a una leggenda raccontata nel ‘Pentagruel’ di Francois Rabelois sul Graoully, un mostro distruttore dalle sembianze di serpente che sarebbe apparso durante la costruzione della prima chiesa della città. San Clemente, primo vescovo del luogo (280 d.C) riuscì a catturarlo e ad annegarlo nel fiume Mosella e la popolazione in segno di gratitudine abbracciò la nuova fede. La straordinaria architettura della cattedrale di Saint Etienne e risaltata all’interno dalle sue splendide vetrate opere di maestri vetrai di stili ed epoche diverse. (dal XIII° al XX°) La cripta, situata in fondo a destra, accoglie i resti della cripta romanica del X° secolo, sculture, oggetti degli scavi e di culto. Non molto lontano si possono raggiungere i Musei della Corte d’Oro, i quali ospitano una vasta sezione archeologica di epoca gallo romana, dei primi popoli franchi e dell’era carolingia. Più a sud, superato l’Esplanade, si arriva a Saint Pierre aux Nonnains, decretata la chiesa più antica di Francia. Gli scavi del Novecento hanno difatti permesso di ricostruire la storia delle sue origini con il rinvenimento di porzioni di mura risalenti al 390, quando la tribù dei Mediomatrici costruirono una basilica civile, che in seguito danneggiata dagli Unni nel corso dei secoli verrà ricostruita e trasformata in abbazia. Di fronte a Saint Pierre è situata una cappella del XIII° secolo, unica in Lorena nel suo genere per la pianta ottagonale.
Da Colmar, raggiunto in treno Sélestat si è continuato fino a Obernai. Da qui in pullman si è scesi a Ottrott per salire sul Monte Sainte Odile, dedicato alla santa (VII° secolo) ripudiata alla nascita dal crudele padre, il duca Etichon, poiché cieca. Rapita dalla nutrice il giorno del battesimo riacquistò la vista. In seguito la ragazza si dedicò alla vita religiosa nel convento, in precedenza castello di proprietà del genitore, dove è possibile visitare la tomba, la Chapelle de la Croix, architettura romanica del XI° secolo, e la chiesa conventuale. Nell’Hortus Deliciarum, (Il Giardino delle Delizie) un manoscritto miniato distrutto nel 1870 durante l’incendio della Biblioteca di Strasburgo, di cui rimangono poche copie, assieme alla Storia Biblica della Creazione si raccontava la comunità e il luogo del Monte Sainte Odile come un vero e proprio paradiso terrestre, quando a dirigere il convento erano le badesse Relinde e Herrade. (XII° secolo) All’esterno, subito dopo la terrazza panoramica sulla piana d’Alsazia e la Foresta Nera, s’incontrano la Chapelle de Lacrimes e la Chapelle Saint Michel o des Anges, costruite sull’antico cimitero della prima civiltà franca che ebbe qui un suo insediamento. Usciti dal convento una scala conduce ai sentieri della foresta. Sulla sinistra si può raggiungere la fontana sacra mentre proseguendo sulla destra si arriva alla prima porzione del muro che si estende per chilometri. Di datazione incerta è probabile che venne costruito dai Franchi nel VII° secolo, la cui presenza è data dalla necropoli rinvenuta vicino al convento. Un altro sentiero conduce invece al castello duecentesco di Landsberg. Nel viaggio di ritorno per Roma si è compiuta una visita di alcune ore a Milano.
Dicembre 2006
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