il versante francese del Monte Bianco visto dal Lac Blanc
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L’itinerario è l’ideale prosecuzione del breve soggiorno di fine dicembre. Arrivati a Basilea in aereo si raggiunge Colmar. Da qui il giorno successivo si continua per Remiremont dove si prende il treno per Nancy e quindi per Neufchateau. Il pomeriggio successivo si arriva in macchina a Grand, a venti chilometri di distanza, importante sito gallo romano. Identificata come l’antica Andesina, fu uno dei santuari più rinomati del mondo romano. Se ne può scoprire l’anfiteatro, dalla capacità di 17.000 posti, così come uno dei più vasti mosaici conosciuti nell’impero. L’anfiteatro semi ellittico di 148 metri si colloca tra i primi dieci anfiteatri più grandi. Il mosaico, realizzato all’epoca di Caracalla, che soggiornò qui nel 213, costituiva la parte centrale di una basilica; gli animali raffigurati illustrano i giochi che si svolgevano all’aperto. Ma il mistero di Grand si trova nel sottosuolo con oltre dieci chilometri di canalizzazioni e mille pozzi, costruiti per rifornire la rete idrogeologica. Grand è situato in un'area geografica a sud del fiume Meuse e a sud della Meurthe-et-Moselle. Dall'età del Ferro si sviluppano delle comunità che s'insediano in strutture fortificate, gli oppida. Dopo la conquista romana questi agglomerati evolveranno in nuove forme amministrative, economiche e religiose. Sono le cittadine di Nasium, Toul, Grand e agglomerati secondari come Soulosse, Liffol e Bar-le-Duc. L'itinerario prosegue il giorno seguente quando da Neufchateau si prende il treno per Nancy. Sul fiume Meurthe, Nancy si caratterizza per il suo aspetto settecentesco, che ha il suo culmine nella Place Stanislas, luogo d’incontro cittadino, realizzata attorno al 1750. Nell’angolo della piazza vi è il Museo delle Belle Arti, con una selezione di quadri del XIX° e XX° secolo. Nei dintorni si può raggiungere il Museo Acquarium mentre dietro il Palazzo Ducale si trova il Museo della Lorena, dedicato alla storia e alle tradizioni della regione. In direzione sud s’incontra il Museo della Scuola di Nancy, con una collezione di opere del periodo Art Nouveau, che ospita inoltre i meravigliosi giardini. Da Nancy per raggiungere Reims si effettua il cambio del treno a Chalons en Champagne. Attraversata dal fiume Marne deve il suo nome al popolo gallico dei Catalaunes. Cresciuta lungo la via Agrippa, che collegava Milano a Boulogne sur Mer, del periodo medievale conserva alcuni gioielli dell’architettura romanica nella chiesa di Notre Dame en Vaux, Saint Alpin, Saint Jean, ed è una delle città della Francia che possiede il maggior numero di vetrate rinascimentali. Notre Dame, patrimonio mondiale dell’Unesco, venne costruita a partire dal 1157 in uno stile di transizione e fu conclusa in gotico. La sera si è a Reims. Rimaneggiata artisticamente dai bombardamenti della prima guerra mondiale conserva due monumenti architettonici di notevole importanza. La costruzione della Cattedrale di Notre Dame risale al 1211 ma già nel 401 San Nacasio consacra un primo luogo di culto. Ed è qui che nel Natale del 496 il Re Clovis di Francia e dei Merovingi venne battezzato da San Remigio assieme ai suoi tremila soldati. A Clovis si attribuisce la celebre frase, dopo aver ascoltato la storia della Passione di Cristo, ‘Se fossi stato lì con i miei uomini l’avrei salvato’. Nel 852 il vescovo Hicmar consacra una seconda cattedrale ma nel 1210 il centro della città è distrutto da un incendio. Nel 1226 vi è incoronato il Re Luigi, nel 1429 Carlo VII°, accompagnato fin qui da Jehanne d’Arc, nel 1825 Carlo X°. Nel 1914 subisce un incendio e il bombardamento durante la prima guerra mondiale, nel 1937 è riaperta dopo venti anni di lavori. Nel 1962 il presidente De Gaulle e il cancelliere Adenauer vi celebrano la riconciliazione franco-tedesca, nel 1996 avviene la visita del Pontefice di Roma Giovanni Paolo II° in occasione del quindicesimo centenario del battesimo di Clovis. La Cattedrale è lunga 138 metri, alta 38, con una larghezza della navata centrale di 12.50 metri, misura inoltre del diametro del grande rosone. Alle belle vetrate si aggiungono quelle di Marc Chagall, realizzate nel 1974. Le statue della facciata costituiscono un capolavoro scultoreo, con il celebre angelo che ride. L'Abbazia di Saint Remi si raggiunge in quindici minuti dalla cattedrale. Risalente all’undicesimo secolo, costruita in stile romanico, rappresenta un’architettura molto suggestiva. La mattina seguente si parte per Troyes. Antica capitale della Champagne si caratterizza per le sue case e strade medievali. La Cattedrale di Saint Pierre e Saint Paul fu realizzata tra il 1208 e il 1212. Il numero di vetrate, pari a 1500 metri quadri, è secondo soltanto a quello di Chartres. Molte belle inoltre la chiesa di Sainte Madeleine, del XII° secolo, la gotica Saint Urbain, e Saint Pantaléon. Accanto alla cattedrale è situato il Museo d’Arte Moderna con una ricca sezione di quadri, con Degas, Courbet, Gauguin, Matisse, Bonnard, Rodin mentre all’interno del palazzo seicentesco dell’Hotel de Vauluisant è ospitato il Museo Storico di Troyes e dello Champagne meridionale. Il sabato mattina si prende il treno per Auxerre. La cittadina sorge su una collina seguendo il corso del fiume Yonne. La cripta dell’Abbazia di Saint Germain è uno dei pochi esempi rimasti in tutta la Francia di architettura carolingia mentre gli affreschi su Santo Stefano, databili attorno al 850, sono tra i più antichi della nazione. La cattedrale, dedicata a Saint Etienne, fu iniziata nel 1215; Il portale è ricco di sculture dettagliate e le finestre conservano ancora i vetri duecenteschi. Da Auxerre si prende il pullman per Avallon. Da quì la mattina successiva si arriva a Vezelay. Grazioso borgo situato su una collina ospita la basilica di Sainte Marie Madeleine, patrimonio mondiale dell’Unesco. La storia del paese inizia nel 858 quando Girat le Roussilon fonda un monastero di monaci nel luogo detto Vezeliacus, sull’attuale villaggio di Saint Pere. Nel 873 il monastero è devastato dai Normanni e per questo viene trasferito sulla collina. All’inizio del XI° secolo, Guillaume da Volpino, abate di Sainte Benigne a Digione, restaura la basilica. Il 22 luglio 1120 in seguito ad un incendio si ricostruisce la navata centrale, che sarà terminata nel 1140. Nel 1217 Padre Pacifico e Padre Louis, inviati da San Francesco, fondano a Vezelay il primo convento francescano di Francia. Da Avallon, sempre in pullman, si è raggiunti la graziosa cittadina di Autun. La città venne fondata attorno al 10 a.C dall’imperatore romano Augusto durante una campagna di pacificazione dell’area. Del periodo rimangono due delle quattro porte d’ingresso, Porte Saint André, e Porte d’Arroux. Vicino a questa, in un campo ai bordi del fiume Arroux è situato il Temple de Janus, probabilmente parte di un santuario gallico. Ad est di Autun, in dieci minuti dal centro si raggiungono i resti di quello che era il teatro romano più grande della Gallia. Capolavoro architettonico della città è la Cattedrale di Saint Lazare. Costruita nel XII° secolo è caratterizzata dall’alta guglia e dalle sculture di Gislebertus, uno dei più grandi scultori romanici, tra cui il Giudizio Universale e la maggior parte dei capitelli all’interno della chiesa. Da Autun si è proseguito in pullman per Chalon sur Seine, quindi per Cluny, importante centro religioso del Medioevo. Il monastero, vera e propria cittadella fortificata, fu fondato nel 910 da Gugliemo d’Aquitania e dall’abate Oddone, ed era secondo per dimensioni soltanto a San Pietro in Roma. Ma nel 1823, a conclusione della Rivoluzione Francese, gran parte dell’abbazia venne distrutta. Cluny fu uno dei centri più illustri della cultura e dell’apostolato benedettini guidata da abati eccezionali quali Oddone, Maiolo, Odilone, Ugo fino a quando subì la concorrenza dei nascenti ordini mendicanti, domenicani e francescani. Nel 1621 la congregazione si divise sotto abati commendatari, tra i quali il Richelieu e il Mazzarino, e il numero dei monaci si assottigliò sempre di più. La vita dell’antica abbazia finì con la Rivoluzione che dette alla fiamme anche l’importantissima libreria antica. (Ciò che rimane oggi è al British Museum e alla Biblioteca Nazionale di Parigi). Il complesso, formato da un gruppo di edifici innalzato dal secolo X° al secolo XVIII°, è uno dei monumenti più importanti dell’architettura cluniacense, uno stile che si ritrova in alcune chiese della regione. Il giorno di ferragosto si è tornati a Chalon e si è preso il pullman per Digione, vero e proprio spettacolo di colori, con le sue case colorate, le sue piazze, il quartiere medievale, la bella cattedrale di Notre Dame e di Saint Benigne. Da Digione il viaggio è proseguito per Besancon. Città in pietra vulcanica grigio/azzurra, circondata da un emissario del fiume Doubs è dominata dall’incredibile cittadella fortificata voluta da Vauban, nella quale è situato il bioparco, il museo di storia naturale, il Musée Comtois, dedicato alla storia della regione e il museo che racconta in modo dettagliato le tristissime vicende della seconda guerra mondiale. In città da visitare il Museo delle Belle Arti, la Cattedrale Saint Jean, la chiesa Sainte Marie Madeleine. Alla fine della Grand Rue, procedendo verso nord, si arriva nella piazzetta in cui sono situate le case in cui nacquero i Fratelli Lumiere, inventori del cinematografo, e gli scrittori Victor Hugo e Charles Nodier. Da Besancon si è quindi tornati a Colmar. Durante il tragitto si è compiuta una breve sosta a Belfort, dove sulla collina sovrastante una cittadella fortificata domina il paesaggio insieme al gigantesco leone scolpito nella roccia. Il nome di Belfort è collegato soprattutto alla battaglia del 1870, quando le armate francesi, guidate dal colonnello Denfert Rochereau, impedirono alla Prussia l’invasione. In ricordo dell’assedio nel primo Novecento venne scolpito nella roccia della cittadella fortificata il leone alto undici metri per opera di Auguste Bartholdi. Da qui si raggiunge la terrazza panoramica e il Museo di Arte e Storia. Da Colmar ci si è ritrovati il giorno successivo a Montbéliard, vicino a Belfort. Famosa per lo stabilimento automobilistico della Peugeot conserva l’imponente castello seicentesco dei Duchi di Wurtemburg. All’interno è allestita l’esposizione permanente sull’evoluzione della specie in parte basata sugli studi di Georges Cuvier, qui nato, da cui Darwin elaborò le sue teorie. Nato il 23 agosto del 1769 a dodici anni scopre nella biblioteca dei cugini le opere del Conte di Buffon, uno dei maggiori studiosi di scienze naturali dell’epoca. Frequenta l’Ecole Francaise dal 1774 al 1779 ed il ginnasio a Montbéliard dal 1780 al 1784. Nel maggio di questo anno entra all’Accademia Carolina di Stoccarda, dove apprende elementi di storia naturale e dove sviluppa il talento di narratore e disegnatore. Rendendosi conto che un fossile trovato in uno strato di terreno risale allo stesso periodo, se a km di distanza si trova lo stesso fossile lo strato è lo stesso. Questa relazione tra strati e certi gruppi fossili hanno un effetto fondamentale poiché forniscono ai geologi un mezzo di datazione, la biostratigrafia. Aiutato da questo metodo Cuvier propose una storia della terra suddivisa in quattro periodi: l’Età dei Rettili, dei Paleotteri, dei Mastodonti, degli Uomini. Periodi separati da catastrofi naturali che distrussero le faune permettendo così la migrazione di altri organismi. Al 2001 erano conosciute 1.738.572 specie, che vanno a costituire l’Albero della Vita. Il nostro antenato più vicino sarebbe l’Homo Sapiens, vissuto 160.000 anni fa, ed è stato scoperto in Medio Oriente. Emigrato in Europa circa 50.000 anni fa qui viene chiamato uomo di Cro Magnon, che esisteva comunque già prima dell’estinzione dei Neandertaliani, fissata attorno ai 28.000 anni fa, forse per cause climatiche. Gli studi di scienze naturali sono proseguiti il giorno successivo a Colmar al museo di arte e storia naturale, dove si descrive la composizione geologica della regione, situata in quella che è la fossa renana, un tempo costituita da un mare, formata principalmente da depositi sedimentari del terziario e del quaternario, essenzialmente sedimenti marini. L’ultimo giorno, lunedì 20 agosto, si è tornati sul Monte Sainte Odile, raggiunto alla fine di dicembre e sul quale si dovette interrompere il sentiero a causa di una fitta nevicata. All’alba si raggiunge Seléstat e in pullman Obernai. Da qui si arriva in cima al monte, dedicato alla giovane santa patrona dell’Alsazia, dove si cammina nella tranquillità del bosco per un’ora e mezza, costeggiando fino all’ultimo il muro megalitico, le cui datazioni al carbonio lo collocano tra il III° e V° secolo. Alle 17.30 si torna ad Obernai e quindi a Colmar. Il giorno successivo a Basilea si riprenderà l’aereo per Roma

Francia Agosto 2007
Autun
Auxerre
Belfort
Besancon
Chalons en Champagne
Cluny
Digione
Grand
Montbéliard
Monte Sainte Odile
Nancy
Obernai
Reims
Troyes
Vezelay







 


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