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Martin Schongauer
Colmar 1450 ca - Breisach 1491
Ultimo rappresentante della mistica renana, prima di Grunewald, Holbein e Durer fu uno dei massimi artisti che la Germania abbia avuto. Il padre Caspar, orafo ad Augusta, si stabilì a Colmar al più tardi nel 1440. Un documento, che potrebbe chiarire le origini di Martin, è stato al centro di un'appassionante controversia. Si tratta di un ritratto da attribuire ad Hans Burgmair (1453 circa ma forse da porsi attorno al 1488 e poi ancora nel 1518 rielaborato. Monaco Alte Pinakothek), da molti ritenuto copia di un autoritratto datato 1453 o 1483. La lettura di tale data come 1453 ha consentito ad alcuni storici di anticipare la nascita di Schongauer al 1425-30 e di attribuirgli a torto opere come 'La decollazione di San Giovanni Battista' di Monaco (Alte Pinakothek) e l'altare Stauffenberg. (Colmar, Unterlinden, oggi attribuito a un aliievo di Jost Haller). La nascita di Schongauer non è invece certamente anteriore al 1450, così come confermato, in particolare, da una nota di Durer su un disegno perduto: 'Il bel Martin ha disegnato questo nel 1470 quand'era apprendista. Schongauer si formò verosimilmente in primo luogo nella bottega del padre, dove dovette acquisire soprattutto dimestichezza con i metalli e con le tecniche incisorie, secondo il modello del celebre maestro E.S. A Colmar inoltre operava Caspar Isenmann, fortemente influenzato da Bouts, che non manco certo di segnare le scelte stilistiche di Schongauer. Il suo passaggio nel 1465 all'Università di Lipsia dove si immatricola per un semestre fu forse stimolato dal fatto che la famiglia avesse lì dei parenti (il fratello Paul ne acquista la cittadinanza nel 1478) ma non ebbe conseguenze. Menzionato a più riprese nel registro fondiario di Colmar sembra tuttavia non avesse mai posseduto il titolo di borghese di questa città, forse perché ancora sotto responsabilità paterna. Emigrò, verso il 1487, a Breisach, di cui divenne borghese e pittore ufficiale. (come tale menzionato nel 1489) Tra le prime opere la cui autenticità non sia contestata, tre disegni recano la data 1469, in particolare il 'Cristo in Gloria'. (Parigi, Louvre). Esso si accosta tanto al Cristo del Giudizio Universale di Van der Weyden (Beaune, Hospices) da far pensare a una conoscenza diretta almeno di una copia o di disegni di quest'opera: benché sia poco probabile un incontro tra i due maestri, è chiaro che Schongauer, sin dai suoi anni formativi, ebbe familiarità con la contemporanea scuola fiamminga al punto che Vasari lo prende per un allievo di Van der Weyden, probabilmente acquisita, tra il 1465 e il 1470, nella bottega di Peter Van der Weyden, o in quella di Dieric Bouts a Lovanio e con un breve soggiorno sulla via di ritorno, a Colonia, dove molti pittori operavano sulle tracce dei modelli fiamminghi. Tuttavia i documenti tacciono su questo punto e le ipotesi non possono essere confermate. In ogni caso lo stile monumentale del maestro fiammingo si riflette in misura sorprendente nelle opere giovanili di Schongauer, benché ancora con una certa rigidità tecnica. Pochissimi dipinti di colui che venne celebrato come 'pictorum gloria' sono giunti fino a noi. Il più notevole è 'La Vergine del cespo di rose' (1473. Oggi alla chiesa dei Domenicani di Colmar). Un'antica copia (Boston, Gardner Museum) dimostra che il pannello è stato tagliato sui quattro lati, sopprimendo il busto di Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo. Schongauer vi sviluppa il senso della superficie, la sua precoce esperienza di orafo e lo stile di Van der Weyden, coordinando così interessi soprattutto volti alla linea. Senza cedere all'aneddoto, analizza e studia anatomie ed elementi decorativi fin nei minimi dettagli. Il disegno morbido, ridotto agli accenti essenziali, fa vivere la figura della loro autonoma espressività plastica: la Vergine, una delle più belle dell'arte tedesca, immersa in profonda meditazione, è pervasa da una pace interiore silenziosa che si diffonde in tutta la composizione, la cui monumentalità un poco austera è raddolcita da un ricamo di fogliame e dal sottile gioco cromatico. Ricordiamo poi, tra i pochi autografi conservati, le portelle dell'Altare d'Orlier (1470-72. Colmar, Museo d'Unterlinden) dal nome del donatore Jean d'Orlier, precettore dell'ordine degli agostiniani di Issenheim. In queste due ante ('Annunciazione', 'Adorazione', 'S.Antonio e il donatore') si ritrova la medesima altezza spirituale, incarnata in una bellezza calma e ideale, in singolare contrasto con la prosiaca esagitazione che, in quell'epoca, si riscontra in molti altri dipinti del tardo gotico tedesco. Schongauer è anche autore di tre piccole tavole: 'La Natività' (1472. Monaco. Alte Pinakothek), 'La Sacra Famiglia' (Vienna, Kunstitorische Museum) e 'L'Adorazione dei Pastori' (Berlino, Staatliche Museen, Gemalde Galerie) vere trasposizioni pittoriche delle sue stesse incisioni. Invece è buona parte opera della sua bottega, ovvero degli appartenenti della sua stessa famiglia, 'L'Altare della Chiesa dei Domenicani'. (1478. Colmar, Unterlinden) Infine, nel 1931 vennero scoperti nella cattedrale di Santo Stefano di Breisach, sulla parete occidentale, gli affreschi del Giudizio Universale, unica opera monumentale che possa con sicurezza attribuirsi a Schongauer. Se ne indovina il personalissimo disegno, malgrado il cattivo stato dei dipinti, di un'intensità drammatica assolutamente unica in tutto l'Alto Reno in questo periodo. La datazione dovrebbe porsi negli ultimi anni di attività dell'artista. La plasticità, il volume e la spazialità delle sue composizioni furono, per tutta l'arte nordica, un'acquisizione fondamentale e un esempio trascinante anche se spesso inarrivabile. L'opera grafica di Schongauer comprende centosedici incisioni e un centinaio di disegni, metà dei quali perduti. Schongauer fu uno dei primi a firmare pressoché la totalità delle sue opere. (monogramma MS con una croce, uno dei cui bracci è a mezzaluna) Esse si raggruppano per serie di soggetti religiosi: 'Vita della Vergine', 'Passione di Cristo', 'Parabola delle Vergini Folli', di cui esempi notevoli si trovano al British Museum di Londra, al Kufferstich Kabinet di Berlino e Basilea, al gabinetto di stampe della Biblioteca Nazionale di Parigi. Il suo tratto, di una sottigliezza acuta tuttora solidale nei dettagli col realismo dei maestri dell'Alto Reno, il Maestro E.S o il Maestro delle Carte da Gioco, è di una chiarezza di lettura senza confronti così come lo è la strutturazione delle composizioni stesse, e si espande libero e puro nella tensione spirituale che domina la maggior parte delle composizioni. ('Noli me tangere', 'Cristo che porta la croce' Londra, British Museum) La sua arte si nutre di due distinte tendenze espressive: l'una dal ritmo mosso, violento, drammatico, la cui fonte va ricercata nella tradizione realistica tedesca della prima metà del 1400, l'altra che ricerca il monumentale e l'armonico bilanciamento di figure e moti di espressioni e spazi, ricavata dagli esempi fiamminghi e portata da Schongauer a un alto grado di intensità, tale da aver fatto pronunciare per lui la parola classicismo. L'opera di Schongauer, soprattutto incisoria, ebbe una risonanza notevolissima che si spense solo in epoca barocca. Ignorando che fosse morto, Durer si recò nel 1497 a Colmar all'unico scopo di incontrarlo e di esserne allievo. Vasari ci narra che Michelangelo, affascinato dalla maestria si Schongauer, copiò la 'Tentazione di S.Antonio' (Londra, British Museum), Baldung Grien, Durer, Grunewald, Bosch, Holbeirn. Tutti i maestri e gli scultori tedeschi e svizzeri dell'inizio del secolo XVI° ne subirono in diverso grado l'ascendente. Ma nelle loro opere se ne ebbe solo un ultimo riflesso: Rinascimento e Riforma ebbero rapidamente ragione di questa poesia ardente e mistica, una delle più prestigiose della spiritualità medievale.
Pittura Renana
Albrecht Durer
Matthias Grunewald
Caspar Isenmann
Martin Schongauer
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