il versante francese del Monte Bianco visto dal Lac Blanc
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Mathis Gothart Nithart
Wurzburg 1445-55 o 1475-80. Halle 1528 o 1531-32

I testi d’archivio e i commenti contradditori degli storici hanno creato confusione sulla persona e sull’opera. Hans Jürgen Rieckenberg distingue un Mathis Grunewald o Grun e un Miathis Gothart, ambedue pittori nel medesimo periodo nella regione del Meno e del Reno. Il nome di Grunewald è segnalato solo nel 1675 da Joachim Von Sandrart a proposito di Mathis Von Aschaffenburg mentre Merian il Vecchio, Frasch e alcuni altri designano col nome di Grun il monogrammismo MG in relazione con l’altare di Issenheim. (Rieckenberg) Gli archivi di Aschanffeburg segnalano i fatti seguenti: nel 1489 un Meister Mathis ha dipinto la croce di ferro sulla torre della cappella dell’ospedale di Santa Elisabetta; la sua presenza vi è attestata tra il 1480 e il 1490. In data 11 novembre 1500 gli archivi di Seligenstadt riportano a loro volta il nome di Meister Methis, lo ripetono l’anno seguente e menzionano, nel 1502, un Meister Mathis Bildschnitzer (‘scultore in legno’). Le registrazioni contabili della stessa città riportano versamenti annuali a suo nome fino al 1525. Nel 1505 gli atti del vicariato generale di Aschaffenburg documentano lavori di pittura prodotti da Meister Mathis per l’epitaffio del vicario Johannes Ritzmann, morto l’anno precedente. Mathis era entrato, senza dubbio come pittore, ma anche come capomastro, al servizio del vescovo di Magonza, Urel Von Gemmingen, residente ad Aschanffeburg. Nel 1510 un maestro Mathis Nithart detto Gothart Von Wurzburg compare come Wasserkunstmacher, vale a dire ingegnere idraulico, come ha stabilito Zulch. Dal 1514 al 1516 un processo sostenuto a Francoforte sul Meno lo segnala di nuovo. In precedenza aveva consegnato ai domenicani di tale città due ante per il polittico Heller dipinto da Durer nel 1508-09 e una tavola. (1511) Il 15 agosto 1517 nel testamento del canonico Reitzmann, Maestro Mathis di Seligenstadt è incaricato di dipingere un polittico dedicato alla Vergine e al Miracolo della Neve per la collegiata di Aschanffeburg. (1514-19. ‘Vergine di Stuppach’, Collegiata. ‘Miracolo della Neve’, ora al Staatliches Museum di Friburgo) Il 27 agosto dello stesso anno un protocollo del capitolo del Duomo di Magonza indicia i termini di una supplica indirizzata da Meister Mathis Gothart il pittore. E’ certo che Grunewald ha completato il suo capolavoro, l’altare di Issenheim, nel 1516, anno della morte del precettore degli Antoniti Guido Guersi, che gli commissionò l’opera. L’artista ritorna ad Aschanffeburg nello stesso anno, ponendo si al servizio del cardinale Alberto di Brandeburgo, successore di Uriel Von Gemmingen e suo grande protettore. Sembra che nel 1526, in seguito ai conflitti della guerra dei contadini e della Riforma, Grunewald sia caduto in disgrazia presso questo prelato. (ma la tesi è contestata da Rieckenberg). Si stabilisce a Francoforte, dove fabbrica sapone e si dà ad attività di ingegneria. Poco tempo dopo si reca ad Halle, dove muore nel 1528. Rieckenberg fa morire Maestro Grun nel 1531-32 nell’Odenwald nel momento in cui è al servizio dell’arcivescovo di Erbach. La concordanza tra queste notizie conferisce sostanza alla personalità del pittore, senza che, tuttavia, sia pienamente certo che esse si riferiscano a un unico personaggio. (…) Sembra comunque sicuro che Grunewald abbia compiuto una prima formazione a Wurzburg, sua città natale, che si sia ispirato all’arte di Hans Holbein il Vecchio, probabilmente ad Augsburg o a Francoforte sul Meno, che abbia ottenuto infine un diploma al termine di un viaggio (1500 ca); non è certo invece che abbia conosciuto l’Italia se non tramite contatti con Jacopo de Barbari a Norimberga. Le opere generalmente ascritte a Grunewald sono:

1503-1505
Ante del trittico della chiesa di Linderhadt presso Bayreuth, provenienti dalla chiesa di Bindlach, con una parte centrale scolpita e le ante esterne dipinte su due pannelli con i ’14 santi protettori’ e ‘Il Cristo deriso’. (Monaco, Alte Pinakothek), probabilmente donato da Giovanni di Kronberg alla chiesa di Aschanffeburg in memoria della sorella Apollonia, deceduta nel dicembre del 1503

Verso il 1507
La Crocifissione di Basilea (Kunst Museum), parte di un pannello di polittico
1509
Due ante dell’altare Heller, donato nel 1509 alla chiesa dei domenicani di Francoforte sul Meno dal patrizio Jacob Heller. Le parti, dipinte in monocromo da Grunewald, sono suddivise tra Karlsruhe (‘Santa Elisabetta’, ‘Santa Lucia?’ , Kunst Haus) e Francoforte (‘San Lorenzo’ e ‘San Ciriaco’. Stadelsches Kunstinstitut)

Dopo il 1504
La Crocifissione di Washington (National Gallery collezione Kress) già nella collezione del duca Guglielmo V° di Baviera, firmata M.G di cui esistono numerose copie

1511-16
L’Altare della Precettoria degli Antonini d’Issenheim (Alto Reno), oggi al Museo Unterlinden di Colmar, con parte centrale scolpita da Nicola di Haguenau nel 1505. (l’identità di questo scultore è stata però contestata nel 1974 da R.Recht) e da Desiré Beichel, al tempo del precettore Giovanni di Orliac. L’altare era posto sul fondo del coro dei canonici dietro la tribuna. Esso era dominato dalla presenza del grande S.Antonio scolpito in ‘maestà’, insieme taumaturgo e terapeuta e di conseguenza oggetto di devozione. Le due ante fisse, la predella e le quattro ante mobili vennero commissionate dal precettore degli Antoniti, Guido Guersi, a Mathis Nithart. E’ merito di Jacob Burckhardt, dopo Boisserée e Engelhardt, aver corretto l’errore di attribuzione a Durer. Sulla prima facciata l’anta di sinistra è dedicata a S.Antonio, quella di destra a San Sebastiano. (tali ante sono state invertite nel 1966); sul pannello centrale la crocifissione è incorniciata dalla Vergine, San Giovanni Battista e Santa Maddalena. (La data del 1515 compare sul vaso di aromi della santa). Sulla seconda faccia l’Annunciazione raffigurata sull’anta sinistra e la Resurrezione su quella destra inquadrano la Natività, secondala concezione simbolica di Santa Brigida. Sulla terza faccia l’anta sinistra narra l’incontro tra i santi eremiti Antonio e Paolo: S.Antonio con le fattezze di Guido Guersi e San Paolo probabilmente con quelle di Grunewald; la Tentazione di S.Antonio gli corrisponde a destra, il pannello centrale è scolpito. Quest’opera fondamentale di Grunewald è ispirata da Santa Brigida di Svezia e, sembra, anche da Ludolfo il Sassone e San Bonaventura. Attesta le meditazioni teologiche di Guido Guersi ed esperienze dell’artista presso i malati d’Issenheim.

1517-19
Il Trittico del Miracolo della Neve (Maria Schnee Altar) proveniente dalla chiesa di Aschanffeburg, commissionato nel 1513 dal canonico Heinrich Ritzmann a Maestro Mathis. La cornice, tutt’ora conservata in sito, reca i nomi dei donatori, Ritzmann e Kaspar Schantz, la data del 1519 e il monogramma GMN (Gotthart Mathias Nithart). Di quest’opera sono conservati un’anta (‘Il miracolo della neve’. Staatliches Museum di Friburgo) e forse un pannello (’La Vergine di Stuppach’) che venne conservato a Merjentheim fino al 1809 e venne poi acquistato da Stuppach. Rieckenberg ha potuto stabilire che venne dipinto per i cavalieri dell’ordine teutonico a Francoforte Jakenhausen. In questa epoca secondo Sandrart, Grunewald avrebbe dipinto tre altari per la cattedrale di Magonza.

1520-25
S.Erasmo e S.Maurizio (Monaco, Alte Pinakothek) Il dipinto è segnalato nel 1525 nell’inventario della collegiata di Halle e trasportato (1540 ca) dal cardinale Alberto di Brandeburgo ad Aschanffeburg. S.Erasmo reca le fattezze di questo prelato

Attorno al 1525
‘Cristo che pone la croce’ e al rovescio ‘La Crocifissione’ proveniente dal Museo di Tauberbischofsheim (Karlsruhe, Kunst Haus), Recto e Verso di una tavola segata nel 1883; ‘Il compianto di Cristo’ (chiesa di Aschanffeburg), probabilmente predella di un grande polittico, con l’alme sia del cardinale Alberto che dell’arcivescovo Dietrich Von Erbach. Trentasei mirabili disegni, tutti studi per i quadri (oggi in musei di Karlsruhe, Berlino, Dresda, Weimar, Stoccolma, Erlangen, Oxford, Paris Louvre, Vienna Graphische Sammlung Albertina) arricchiscono questo catalogo di opere e valgono spesso a confermare le attribuzioni. L’arte di Grunewald, tutte di qualità elevatissima e assolutamente originale, rimane un fenomeno isolato nel quadro della storia artistica della Germania. Già le condizioni del suo apprendistato sono tra le più oscure. Rieckenberg lo fa nascere verso il 1480 nei dintorni di Aschanffeburg in una famiglia modesta; avrebbe appreso i rudimenti dell’arte intorno al 1500 a Francoforte nella bottega di Hansfyell al tempo il cui Holbern il Vecchio dipingeva il polittico della chiesa dei domenicani. Sandrart lo designa invece come allievo di Durer. Ma tali esempi non sembra siano stati per lui determinanti. Parallelamente Grunewald non ha fatto scuola; non se ne conoscono allievi o imitatori.

Particolare del polittico di Issenheim
Pittura Renana
Albrecht Durer
Matthias Grunewald
Caspar Isenmann
Martin Schongauer







 


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